Azienda Agricola Cepina - Tel.339 5930224 - Email: info@cepina.com

Aglione della valdichiana oppure, come si dice qui:

L’aglio dal capo grosso

 Chi considera l’Aglione della Valdichiana (  Allium ampeloprasum var. Holmense ) un semplice aglio di grosse di dimensioni commette un grande errore. I bulbi di aglione, un tempo particolarmente diffusi ma oggi divenuti una vera e propria rarità, sono, infatti, completamente differenti dall’aglio comune che troviamo nel resto del mondo.

Per ottenere questa particolare varietà, occorrono i terreni fertili, sciolti, sabbiosi, senza ristagni d’acqua ma umidi nel sottosuolo proprio quelli nati a seguito della bonifica della Valdichiana ed è, infatti, proprio in questa regione che un prodotto antico come l’Aglione ha sviluppato le sue caratteristiche di eccellenza e ha conosciuto un lungo periodo di fortuna durante il quale la sua coltivazione era particolarmente diffusa

Conosciuto già da Etruschi e Romani, l’aglione era usato anche per le sue proprietà terapeutiche, le medesime dell’aglio. Dioscoride, medico e botanico greco che esercitò a Roma la sua professione al tempo di Nerone, nella sua opera in cinque volumi, De materia medica, ne esalta gli effetti benefici per le arterie. Plinio il Vecchio nella sua Historia Naturalis individua ben ventitré modi per usarlo contro disturbi di varia natura.

Gli etruschi furono veri estimatori dell’aglione , antenati di coloro che oggi abitano la Toscana e che continuano a portare avanti la coltivazione di questo ortaggio. L’amato bulbo ebbe grande diffusione anche nell’isola del Giglio a partire dal XVI secolo, quando i Medici decisero di ripopolare l’isola decimata da un attacco di pirati con famiglie Chianine.

 Sempre nel XVI secolo, in pieno rinascimento, il medico senese Pietro Mattioli ne esalta la poliedricità per guarire numerose patologie..

La medicina moderna ne riconosce, su tutte, la capacità di abbassare la glicemia e di mantenere pulito l’intestino, qualità eccelse che fanno dell’aglione un ortaggio adatto a chi soffre di questi problemi. Non solo: presenta anche molecole dall’alto potere antiossidante. Senza dimenticare il contenuto minerale, notevole nel caso di calcio, fosforo, potassio e magnesio

 A partire dagli anni ’60 dello scorso secolo, però, il processo di industrializzazione che ha interessato la zona ha provocato il progressivo abbandono di questa coltura tradizionale che ha rischiato l’estinzione.

Fortunatamente le cose stanno cambiando e l’Aglione della Valdichiana è sempre più conosciuto.

Il lavoro appassionato di agricoltori illuminati ne sta permettendo la diffusione.

E’ ancora un prodotto raro ma non introvabile.

 L’Aglione si distingue, oltre che per le grandi dimensioni, anche per la sua delicatezza, digeribilità e l’aroma completamente privo di alliina .

 

Questa particolare caratteristica gli ha fatto guadagnare anche il nome di “aglio del bacio” o “aglio degli innamorati”, perchè che una volta mangiato non dà effetti spiacevoli all’alito.

 

 In cucina è presente in molte ricette della tradizione toscana. Più dolce e molto meno invasivo dell’aglio, è fondamentale per i pici all’aglione: gustosissimo e salutare piatto, tipico della campagna senese.

 Viene utilizzato come condimento assieme all’olio nella classica bruschetta.

E’ il naturale sostituto dell’aglio in tutte le preparazioni di cucina, ma senza controindicazioni

 Una volta provato è difficile farne a meno.

Sulla tavola si è spesso contrabbandato l’aglio al posto dell’aglione, sia per convenienza economica (il rapporto di costo è quasi di 4 a 1) sia per la non conoscenza delle peculiarità dell’uno e dell’altro, Anche molti  illuminati ed esperti gastronomi per molto tempo non si sono posti il problema.

La Regione Toscana e il Ministero delle politiche agricole ( MIPAF ) lo hanno inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali

La Fondazione Slow Food lo ha inserito, nel 2014, nell’Arca del Gusto e presentatoal salone internazionale del Gusto e Terra Madre di Torino

 

 

La semina avviene tra ottobre e la prima metà di novembre mettendo a dimora i singoli spicchi con il capo rivolto verso l’alto ad una distanza regolare.

Necessita più sarchiature durante la crescita.

In maggio crescono gli scapi fiorali con un boccio che darà un fiore sterile. Verranno recisi, così la pianta potrà occuparsi del bulbo che ingrosserà. Ma visto che nell’aglione non si butta niente questi scapi vengono usati per fare frittate, gustosissimi sott’oli o utilizzati anche per fare il sugo, da soli o con il bulbo.

 

La raccolta avviene in estate e il prodotto va conservato in luogo asciutto, ben ventilato e in ombra al riparo dai raggi solari.

Questa è l'intestazione

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Chiudi il menu
×
×

Carrello